L’Azienda

Giovane realtà vitivinicola.

L’azienda Rocca di Montegrossi:
giovane realtà vitivinicola

In una delle zone più affascinanti e vocate del territorio del Chianti Classico, in prossimità della frazione di Monti in Chianti, a circa 7 km a sud di Gaiole in Chianti, si trova l’azienda Rocca di Montegrossi, il cui proprietario, Marco Ricasoli-Firidolfi, è un discendente della famiglia che ha scritto la storia del territorio e del vino Chianti Classico. La cantina, si trova nelle vicinanze della Pieve Romanica di San Marcellino. L’estensione totale dell’azienda è pari a 100 ettari, dei quali 20 coltivati a vigneto, 20 ad oliveto ed il resto a bosco. I vigneti, tutti su terreni collinari con dolci declivi, di origine calcarea, di medio impasto e con esposizione a sud e sud-est, si trovano ad un’altitudine fra 340 e 510 metri s.l.m. I vitigni coltivati sono quelli tipici della zona chiantigiana, ai quali si è  aggiunta una piccola percentuale di varietà autoctone.

 

La varietà maggiormente rappresentata è il Sangiovese con 13 ettari, segue il Merlot con 2,5 ettari mentre Canaiolo, Colorino, Pugnitello, Cabernet Sauvignon e Malvasia Bianca del Chianti contano un totale di 4,5 ettari. Le densità di piantagione passano da 3.300 piante ad ettaro nei vecchi vigneti allevati a cordone speronato orizzontale unilaterale, a 5.208 e 6.211 piante ad ettaro negli impianti più recenti che sono allevati sempre a cordone speronato orizzontale, ma bilaterale, così come a guyot. Anche gli oliveti di Rocca di Montegrossi sono ubicati nei terreni circostanti il centro aziendale, in zona collinare e con ottima esposizione, tutte condizioni favorevoli per l’ottenimento di una produzione di alta qualità. Negli oliveti dell’azienda (ca. 1.000 piante) si coltivano le varietà Coreggiolo e Moraiolo.

 

Gli impianti olivicoli, in coltura promiscua con alberi da frutto, sono allevati, nel rispetto della tradizione chiantigiana, con forma di allevamento a vaso policonico. Viti e olivi, sono in regime di agricoltura biologica dal 2006 (certificato dal 2010), e l’intera azienda è orientata al rispetto dell’ambiente. Per le necessità agricole, per esempio, viene raccolta acqua piovana in modo da non dover utilizzare preziosa acqua potabile, e i mezzi usati per le attività agronomiche – quando non vengono svolte manualmente – sono elettrici.

Il vigneto: la grande passione

La passione per il lavoro agronomico anima lo spirito imprenditoriale di Marco Ricasoli-Firidolfi che infatti, insieme al consulente agronomo Dottor Stefano Dini, segue direttamente tutte le lavorazioni ed i vari interventi che si rendono necessari. L’obiettivo è raggiungere il perfetto equilibrio vegeto-produttivo mediante una cura quasi quotidiana: dalle potature corte alle concimazioni ridotte e ben mirate, dalla pratica dell’inerbimento ai diversi interventi di potatura verde quali il diradamento dei grappoli, la cimatura e la defogliazione alcune settimane prima della raccolta che, a Rocca di Montegrossi, avviene a mano in piccole casse anche in tre diverse fasi, in modo da vendemmiare sempre le uve migliori e più mature.

La cantina

La cantina di Rocca di Montegrossi è concepita per consentire a Marco Ricasoli-Firidolfi e ad Attilio Pagli, enologo consulente, di lavorare al meglio e in modo sostenibile le proprie uve. Coerentemente con la coltivazione biologica e l’attenzione ambientale, la cantina è concepita in modo tale da autoprodurre parte del riscaldamento grazie a pannelli solari, mentre trael’energia elettrica unicamente da fonti rinnovabili (certificazione RECS International).

Dal punto di vista funzionale la cantina nasce per preservare la qualità dell’uva unendo le tecniche tradizionali con il meglio che la tecnologia di oggi è capace di offrire: dalla diraspatrice orizzontalealle vasche di cemento vetrificato fino ai tini troncoconici di rovere di Allier termocondizionati e dotati di follatore pneumatico computerizzato. Per la maturazione dei vini sono impiegate tini, botti, barriques e tonneaux di rovere che vengono utilizzate in proporzioni variabili a seconda del tipo di vino e dellecaratteristiche dell’annata.

Infine fiore all’occhiello dell’azienda è la vinsantaia a cui sono dedicati i locali a tetto, ventilati naturalmente. Qui in un’ampia sala di circa 90 mq sono sistemate 160 reti mobili appoggiate su rotaie alle quali vengono appesi i grappoli, controllati e selezionati poi ogni settimana fino al completo appassimento, che termina in febbraio dell’anno successivo alla raccolta. Il poco mosto ottenuto viene immesso in piccoli caratelli di legni diversi (rovere, ciliegio e moro).

Filosofia produttiva

L’azienda produce due Chianti Classico, la cui base è imperniata sul Sangiovese. A questo vengono affiancati il Canaiolo (di cui nel 2000 è stato piantato un ulteriore vigneto esclusivamente con piante selezionate nei vecchi vigneti dell’azienda), il Colorino e il Pugnitello. Tutte varietà autoctone complementari in grado di aggiungere complessità al Sangiovese che in questa zona particolare già da solo da origine ad un vino elegante, equilibrato e con delle piacevoli note minerali. Monti in Chianti è infatti una delle zone più vocate per la coltivazione della vite e, per questo, Marco Ricasoli-Firidolfi ha deciso di piantare anche vitigni che con la tradizione non hanno nessun legame ma che consentono al territorio di esprimersi diversamente.

Si sta parlando del Merlot e del Cabernet Sauvignon. Queste varietà, impiantate nel 1997, danno vita ad un IGT Toscana: Geremia, che interpreta con il Merlot (70%) e il Cabernet Sauvignon (30%) le diverse potenzialità di questi stessi terreni. Infatti, mentre la denominazione Chianti Classico, pur nel rispetto di uno stile moderno, rimane legata alla viticoltura chiantigiana, Geremia rappresenta la sfida del territorio su, e con, i vitigni alloctoni. A queste etichette principali si aggiungono il piacevole Rosato e il pregiato Vin Santo del Chianti Classico DOC, prodotto tipico del territorio e, soprattutto, passione personale del produttore.