dicembre 2015: Rocca di Montegrossi

Azienda

In una delle zone più affascinanti e vocate del territorio del Chianti Classico, in prossimità della frazione di Monti in Chianti, a circa 7 km a sud di Gaiole in Chianti, si trova l’azienda Rocca di Montegrossi, il cui proprietario, Marco Ricasoli-Firidolfi, è un discendente della famiglia che ha scritto la storia del territorio e del vino Chianti Classico. La cantina, si trova nelle vicinanze della Pieve Romanica di San Marcellino. L’estensione totale dell’azienda è pari a 100 ettari, dei quali 20 coltivati a vigneto, 20 ad oliveto ed il resto a bosco. I vigneti, tutti su terreni collinari con dolci declivi, di origine calcarea, di medio impasto e con esposizione a sud e sud-est, si trovano ad un’altitudine fra 340 e 510 metri s.l.m. I vitigni coltivati sono quelli tipici della zona chiantigiana, ai quali si è  aggiunta una piccola percentuale di varietà autoctone. La varietà maggiormente rappresentata è il Sangiovese con 13 ettari, segue il Merlot con 2,5 ettarimentre Canaiolo, Colorino, Pugnitello, Cabernet Sauvignon e Malvasia Bianca del Chianti contano un totale di 4,5 ettari. Le densità di piantagione passano da 3.300 piante ad ettaro nei vecchi vigneti allevati a cordone speronato orizzontale unilaterale, a 5.208 e 6.211 piante ad ettaro negli impianti più recenti che sono allevati sempre a cordone speronato orizzontale, ma bilaterale, così come a guyot. Anche gli oliveti di Rocca di Montegrossi sono ubicati nei terreni circostanti il centro aziendale, in zona collinare e con ottima esposizione, tutte condizioni favorevoli per l’ottenimento di una produzione di alta qualità. Negli oliveti dell’azienda (ca. 1.000 piante) si coltivano le varietà Coreggiolo e Moraiolo. Gli impianti olivicoli, in coltura promiscua con alberi da frutto, sono allevati, nel rispetto della tradizione chiantigiana, con forma di allevamento a vaso policonico. Viti e olivi, sono in regime di agricoltura biologica dal 2006 (certificato dal 2010), e l’intera azienda è orientata al rispetto dell’ambiente. Per le necessità agricole, per esempio, viene raccolta acqua piovana in modo da non dover utilizzare preziosa acqua potabile, e i mezzi usati per le attività agronomiche – quando non vengono svolte manualmente – sono elettrici.

Storia

Situata nel comune di Gaiole in Chianti, la Rocca di Montegrossi, costruita da Geremia, capostipite della famiglia Ricasoli–Firidolfi, risale all’epoca dei  longobardi (VII-VIII sec. d.C.). In posizione strategica, dominante su tutto il territorio del Chianti e del Valdarno superiore, la fortezza ha avuto un trascorso avventuroso, talvolta anche drammatico. Il suo passato è ricco di storia (tra l’altro è stata sede imperiale durante il regno di Federico II detto “Il Grande”) e di battaglie, alcune delle quali le hanno provocato seri danneggiamenti come quella nel 1172 ad opera dei fiorentini. In seguito è stata ricostruita dagli aragonesi per poi essere distrutta dalle milizie di Carlo V, nel 1530.

Filosofia

L’azienda produce due Chianti Classico, la cui base è imperniata sul Sangiovese. A questo vengono affiancati il Canaiolo (di cui nel 2000 è stato piantato un ulteriore vigneto esclusivamente con piante selezionate nei vecchi vigneti dell’azienda), il Colorino e il Pugnitello. Tutte varietà autoctone complementari in grado di aggiungere complessità al Sangiovese che in questa zona particolare già da solo da origine ad un vino elegante, equilibrato e con delle piacevoli note minerali. Monti in Chianti è infatti una delle zone più vocate per la coltivazione della vite e, per questo, Marco Ricasoli-Firidolfi ha deciso di piantare anche vitigni che con la tradizione non hanno nessun legame ma che consentono al territorio di esprimersi diversamente. Si sta parlando del Merlot e del Cabernet Sauvignon. Queste varietà, impiantate nel 1997, danno vita ad un IGT Toscana: Geremia, che interpreta con il Merlot (70%) e il Cabernet Sauvignon (30%) le diverse potenzialità di questi stessi terreni. Infatti, mentre la denominazione Chianti Classico, pur nel rispetto di uno stile moderno, rimane legata alla viticoltura chiantigiana, Geremia rappresenta la sfida del territorio su, e con, i vitigni alloctoni. A queste etichette principali si aggiungono il piacevole Rosato e il pregiato Vin Santo del Chianti Classico DOC, prodotto tipico del territorio e, soprattutto, passione personale del produttore.