Negozio

IGT Toscana Rosso Ridolfo

120,00

Dall’intuizione di Marco Ricasoli Firidolfi, IGT Ridolfo nasce dall’unione di Cabernet Sauvignon (50%) e Pugnitello (50%). Internazionalità e tradizione si integrano perfettamente offrendo una nuova chiave di lettura per interpretare lo splendido terroir di Monti in Chianti.

Il Cabernet Sauvignon esprime al meglio il suo ruolo, fatto di raffinate note fruttate (mora, prugna secca) e di una ben integrata componente botanica (eucalipto). A queste si accompagnano le note di frutta più selvatica (amarena) del Pugnitello, e poi le note speziate in perfetto equilibrio (pepe, liquirizia) con una leggera nota balsamica.

Un vino di grande impatto e molto complesso, con una bella acidità.
Vino di carattere e dalla forte personalità … difficile da dimenticare!

Descrizione

La famiglia Ricasoli, una delle poche a poter vantare un’origine cavalleresca, è anche la più antica dell’attuale aristocrazia fiorentina.

L’origine della famiglia è Longobarda e risale ai popoli germanici del VI secolo, con la loro discesa nella penisola italiana.

Il capostipite della famiglia fu Geremia, figlio di Ildebrando. Non esistono date certe sulla sua vita, ma sappiamo che visse intorno alla fine del X secolo.

Secondo le notizie tramandate di padre in figlio, poi a noi, sono documentate da Totto di Rinaldo dei Ridolfi nel XIV secolo, Geremia e la sua prima moglie non potevano avere figli. Così, non avendo discendenti, per gran parte della sua vita donò la maggior parte dei suoi beni, fondando conventi e chiese.

Vedovo, e già in età avanzata, Geremia si risposò e con la seconda moglie ebbero un figlio tanto desiderato: Ridolfo. Con Ridolfo la stirpe continuò copiosa e numerosa, tanto da poterlo considerare – insieme a Geremia – un capostipite della famiglia.

Allo stesso tempo, la famiglia aveva ormai il dominio sul territorio del Chianti attraverso i numerosi castelli, e la fortezza principale era il castello di Montegrossoli: la Rocca di Montegrossi. Solo nel XIII secolo la famiglia si stabilì a Firenze.

Il soprannome di Ridolfo era Gotulo, in riconoscimento dell’ascendenza Longobarda della famiglia. Le testimonianze scritte su Ridolfo sono relative ai suoi figli e, soprattutto, ad un decreto dell’anno 1029, nel quale partecipò come testimone insieme agli altri baroni della Toscana.

Sebbene i documenti su di lui non siano molti, Ridolfo era certamente un uomo noto ai suoi tempi. Il suo nome, infatti, è arrivato a noi attraverso i suoi posteri, in quanto i suoi nipoti e discendenti si definivano infatti de filiis Rodulphi nei documenti latini, nome che si trasformò in Firidolfi quando prevalse il volgare (italiano antico).
Il punto di vista dell’enologo
“Il Cabernet, secondo me, gli conferisce la setosità del tannino e al naso quella nota di erbe aromatiche intriganti e complesse. Dall’altro lato, il Pugnitello conferisce quella tanta rusticità che lo rende meno aristocratico e, allo stesso tempo, lo rende più accattivante e ti lascia desiderare di continuare a scoprirlo.” (Attilio Pagli)

Additional Information
Peso 3.62 kg
Abbinamenti

Abbinamenti
Guancia di manzo con speziatura un po’ esotica.
Medaglioni di cervo con salsa ai mirtilli.
Spezzatino di manzo speziato (stufato alla Sangiovannese).
Arrosti sullo spiedo.
Piccione alla griglia.
Piccione con fichi caramellati e senape.
Ravioli ripieni di ragù di finocchiona con salsa di pecorino toscano e olio di finocchietto selvatico.

Produzione
24 mesi in barrique e tonneaux di rovere di Allier.
36 mesi di affinamento in bottiglia.
Tiratura limitata in Magnum, con bottiglie numerate a mano.

Recensioni (0)

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “IGT Toscana Rosso Ridolfo”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *